lunedì 23 aprile 2018

Le 7 Librerie più belle di Spagna

"Se mi regalano una rosa invece di un libro io m'incazzo". Ho letto qualcosa del genere questa mattina su Twitter, in riferimento alla celeberrima usanza di Sant Jordi. Il messaggio in questione, naturalmente, l'ho perso prima di poterlo condividere. Quello che mi rimane è però la ferma identificazione nei valori che lo animano. E, a dirla tutta, pure quell'amore per la carta tanto declamato dai romantici quanto deriso dagli amanti dell'e-book.

Credetemi: ci vuole coraggio a non cambiare idea quando hai sul comodino Origin di Dan Brown. Eppure. 

Non è tanto il famoso "odore". Piuttosto sono le orecchie, il rumore della matita che sottolinea le frasi, il segnalibro scelto con cura come definizione più profonda del sé (io ne alterno due: uno di Omero comprato in Grecia, e l'altro con con la scritta "Me vuelves Lorca", preso in una libreria di seconda mano qui a Málaga). Soprattutto, é la passeggiata curiosa tra gli scaffali di una libreria. Lasciarsi attrarre dai colori delle copertine. Toccare. Soppesare. Leggere la trama sul retro.  Aprire, infine, il volume su una pagina a caso per leggere una frase estrapolata dal contesto. Il piccolo rituale che ti permette di decidere se sì o se no.

Internet [sempre sia lodato!] non riuscirà mai a rimpiazzare quei momenti. E poi, dai: ve lo vedreste Notting Hill ambientato nell'assistenza clienti di Amazon? "Sono solo una semplice ragazza che sta in chat con un semplice ragazzo per chiedere quando arriverà il suo pacco dato che l'é scaduto l'abbonamento a Prime. PS: ma me lo mandate con il drone?". No way, amigos. Ed è per questo che, in occasione della giornata mondiale del libro, ho voluto portarvi a spasso per le librerie più belle di Spagna.

Per mettere insieme l'elenco finale ho fatto una media tra numerosi articoli sparsi per il web, cercando di citare una sola libreria per città (motivo per cui mancano alcuni capisaldi come l'Altair di Barcellona o  la San Ginés di Madrid - non me ne vogliate). Per chi intendesse approfondire, vi segnalo tra i più completi questo di Cultura Inquieta, che di location suggestive dove cercare il  prossimo romanzo ve ne segnala addirittura ventitré.

Buona - ed è proprio il caso di dirlo - lettura!  


Instagram: libreriabardon


Situata nel cuore della Capitale, questa libreria antiquaria é considerata una tra le più belle al mondo. Da oltre 70 anni, volumi di grande valore storico e letterario ricoprono, su antiche scaffalature in legno, l'intera superficie delle sue ampie pareti. 


Instagram: rafa_solaz
Accogliente come pochi, questo meraviglioso angolo di Valencia é il rifugio perfetto per chi vuole prendersi una pausa dalla frenesia della vita contemporanea. Soffitto alto, mattoni a vista e decorazioni vintage vi conquisteranno dalla prima occhiata. 


3. La Jerónima, Sevilla

Instagram: _lajeronima





Chiamata "libro-taberna", la Jerónima si presenta come il mix perfetto tra la taverna andalusa di quartiere e una vera e propria libreria. Qui servono quella che é stata definita come la miglior birra artigianale prodotta in Andalusia e, mentre la sorseggiate, potete curiosare tra libri d'autore difficili da reperire presso i circuiti della grande distribuzione: molti sono di editori indipendenti, alcuni in edizione limitata, altri addirittura auto-pubblicati. La cosa migliore? Se non li volete comprare potete anche prenderli in prestito. 


Instagram: mapasycia


Una location malagueña non poteva mancare, ed è per me motivo di immotivato orgoglio scoprire che "Mapas y Compañía" appare in quasi tutti gli elenchi delle librerie più belle di Spagna. Sempre affollatissima, mi ha sedotta sin dal primo momento con i suoi mappamondi  sparsi tra gli scaffali e le mongolfiere che pendono dal soffitto. Manco a dirlo è specializzata in libri e quaderni di viaggio: alcuni sono veri e propri gioiellini! 


Instagram: llibrerialaie


Una vera e propria icona nel quartiere dell'Eixample. Si sviluppa su 300 metri quadrati e, per quanto vanti un vasto assortimento di letteratura di tutti i generi, è specializzata in arte, musica e discipline umanistiche. Se a forza di sfogliare vi venisse fame, sappiate che servono cibo a tutte le ore. 


Instagram: baturrico


Una delle librerie più famose di Spagna, dove si aspira a riportare in auge lo spirito del vecchio libraio, quello che chiacchiera con i clienti e consiglia loro le letture più adatte sulla base dei gusti personali. Oltre ad essere uno spazio enorme, è anche decorato in modo sublime.

7. Librería de Mujeres Canarias, Santa Cruz de Tenerife 

Instagram: mabelr.ordas


Per concludere la lista vi porto fuori dalla Penisola, e più precisamente nelle Isole Canarie. Lì, a Santa Cruz de Tenerife, c'è una libreria che piacerà particolarmente alle femministe: propongono libri scelti dalle donne per le donne, sforzandosi di dare visibilità a opere scritte da autrici di sesso femminile o con protagoniste di grande personalità.

domenica 22 aprile 2018

Sul Red Carpet tutto bene.

Forse le canzoni che ascoltiamo per caso non sono altro che un messaggio del Destino. Almeno quelle che hanno un significato per noi. 

Questa settimana Hotel California degli Eagles mi è piombata addosso troppe volte per pensare ad una coincidenza. Non era il mio compleanno, quindi doveva trattarsi per forza di una specie di resurrezione. 




In fondo era quello che avevo immaginato Domenica scorsa. "Andrà tutto bene", scrivevo condividendo sui social una cover di Bob Marley a cura degli Imagine Dragons. Lucine e brividi, ricordo del concerto di Madrid. Era stato uno dei rari momenti di preveggenza che ogni tanto arrivano a sbrinare il vetro appannato della vita. 

Così è iniziata che ho pianto. Di gioia. Quando un annuncio di lavoro riaccendeva le speranze che credevo di aver perduto. Quando il sole tornava a dipingere di azzurro il cielo, e il Diluvio Universale che mi s'era rovesciato addosso dopo l'ultimo colloquio sembrava soltanto un ricordo lontano. 

Dalla parrucchiera, una mail che aspettavo da tanto portava con sé promesse di un capitolo nuovo. "Ehi tu, che sogni la California: questa canzone è proprio per te!". 

E' stata la settimana in cui ho finalmente incontrato Marianna, a dieci anni di distanza dal suo primo commento sul blog. "Se Internet ha un senso è quello che sta accadendo ora", mi ha detto sulla terrazza dell'Hostal Chinitas, con la Cattedrale illuminata di complicità. Dopo di che mi sono ritrovata ubriaca a ballare flamenco con degli sconosciuti. Intonavano Malagueña Salerosa, classici italiani di epoche remote. Credo che uno di loro si chiamasse Juan Carlos, come il vecchio Re. Si sono congedati con "Hasta Luego Mortadella", e ho pensato che la mia vita non avrebbe potuto essere più surreale.





E' stata una settimana di Red Carpet. Di telecamere. Di primi piani sul maxi-schermo di cui - manco a dirlo - non mi accorgo mai. E' stata la settimana in cui sono scoppiata a ridere per strada quando Laura mi ha scritto "c'è uno vestito da dinosauro sotto casa". Quella in cui ho provato la sensazione straniante di un locale gremito che intona all'unisono "Bella ciao". Suonavano dei pazzi, quella sera, al ZZ Pub. Però erano dei pazzi bravi da far paura. 





Ed è stato bello parlare delle differenze tra uomini e donne al tavolo di un pub, accorgendosi del tempo che passa solo per l'alternanza delle facce attorno a noi. Ma davvero è morto Avicii?  E poi brindare post-cinema sotto una frase che elogia l'amicizia, tra discorsi sugli affitti e i classici di Sabina. 

La cassiera era entusiasta di scoprire che con la bottiglia di Martini ti regalano il bicchiere. "Pero qué chulooo!". La felicità. 

Così è finita che ho pianto. Di non so bene cosa, forse catarsi voluta. In una Domenica agli inizi che amplifica in stanchezza le emozioni.

É finita che piove di nuovo, e scrivo per mettere in ordine i ricordi come poche ore fa ho in messo in ordine la casa. Perchè, una volta in più, il Festival del Cinema si è dimostrato in grado di rendere più interessanti anche le trame della vita quotidiana. 

giovedì 19 aprile 2018

IT/ES INTERCHANGE: Gli artisti italiani

La parte malagueña di IT/ES Interchange si è appena conclusa, ma non è troppo tardi per conoscere i 5 artisti italiani che hanno esposto a La Casa Amarilla di calle Santos. Eccovi quindi un breve profilo di ciascuno di loro, assieme alle indicazioni per seguirne la traiettoria artistica online. 

Vi ricordo che a La Fortezza di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) l'esposizione continua invece fino al prossimo 30 Aprile con le opere di altrettanti artisti spagnoli. 

MADDALENA BARLETTA 


Foto: La Casa Amarilla



Diplomata all'Accademia di Belle Arti, vive e lavora a Bologna. Lo studio dell'affresco ha avuto un grande peso sulla sua ricerca artistica, dove la passione per la fotografia coesiste con le basi fortemente materiche, i colori slavati, i segni sotterranei e gli alfabeti dimenticati. La sua opera parte dalle epoche più remote per arrivare al presente, per una poetica della traccia che lega idealmente le grafie sontuose del passato ai tag dei writer metropolitani. A La Casa Amarilla ha proposto una vera e propria passeggiata visiva attraverso il tempo in cui frammenti di vecchi scritti interamente sfogliabili si uniscono a veloci scatti fotografici di pulsante contemporaneità: un affascinante gioco di sovrapposizioni in cui ieri e oggi coesistono in armonia, diversi eppure incredibilmente uguali. Potete seguirla su Facebook o sul suo sito web ufficiale. 


MYRIAM CAPPELLETTI 


Foto: La Casa Amarilla, Instagram Myriam Cappelletti


Nata in Umbria, da molti anni vive e lavora a Prato, in Toscana. Alle spalle ha una solida formazione conseguita diplomandosi in pittura all'Accademia di Belle Arti di Firenze e in Grafica pubblicitaria all'Accademia Cappiello della stessa città. La sua è una tecnica estremamente personale e riconoscibile che, come per Maddalena Barletta, risente pesantemente dello studio dell'affresco. Intonaco, colle, pigmenti e stoffe nelle sue mani danno vita ad un mondo materico a volte informale e a volte simbolico ed emozionale, gravido di reliquie del suo stesso quotidiano. A Málaga ha proposto una ricerca incentrata su alcune forme riconoscibili come l'albero, l'abito o il pesce che la sua fantasia ha liberato del significato reale per reinterpretarle in senso giocoso. Tra sovrapposizioni di carte e cromatismi delicati, gli abiti si affollano cosí di pesci-radici e gli alberi diventano improbabili bretelle di indumenti a forma di cattedrale. Potete seguirla su Instagram , su Facebook o sul suo sito web. 

GIUSEPPE LATELLA 


Foto: La Casa Amarilla


Originario del Sud Italia, Giuseppe Latella è oggi il Presidente dell'Associazione Gradisc'Arte che, assieme ad altri quattro soci, ha dato vita alla Galleria d'Arte La Fortezza di Gradisca d'Isonzo. Medico di professione, si dichiara da sempre innamorato del bello. L'arte, per lui, non è che un altro tipo di terapia, diversa da quella degli ospedali ma ugualmente efficace sul piano spirituale. Mezzo di espressione essenziale e purissimo, è il veicolo di una felicità che si produce nell'atto stesso di dipingere e che si percepisce con identica intensità e semplicità quando si guardano le sue opere. A La Casa Amarilla ha presentato una serie di lavori astratti di cui segni, cromatismi e ricerca dell'equilibro compositivo perfetto sono i tratti essenziali, oltre che espressione del suo universo interiore. Potete seguirlo su Facebook. 


RENZO MARZONA



Foto: La Casa Amarilla


Nato in un piccolo paese di montagna in provincia di Udine, Renzo Marzona ha portato avanti sin da giovanissimo studi paralleli in campo musicale e artistico. A livello pittorico il suo percorso è iniziato con un approccio "en plen air" di matrice figurativo/impressionista per mutare nell'informale e giungere, infine, ad un'astrazione personale incentrata sull'uso di lettere e numeri. Negli ultimi lavori elementi di arte applicata, citazioni musicali e il richiamo costante alla sua terra diventano protagonisti essenziali in una rinnovata scommessa sul minimalismo e la tridimensionalità. A Málaga abbiamo avuto modo di apprezzarlo tramite incisioni in cui il torchio a secco e la carta fungono da base per l'inserimento di collage di antichi reperti arricchiti da ulteriori interventi pittorici. Potete seguirlo su Facebook. 

 LUCA "SKAWALKER" PEDRELLI


Foto: La Casa Amarilla



Dalla sua Parma, Luca "Skawalker" dá vita ad un mondo artistico solo apparentemente ingenuo. Dietro ai colori accesi, al sorriso strappato da una citazione sagace, all’apparente semplicità dell’opera si nascondono sempre un segno potente, una tecnica consolidata, una struttura cromatica e compositiva in cui niente è lasciato al caso. Un po’ street-artist, un po’ fumettista e un po’ dj, Pedrelli è espressione di una cultura urbana che sembra grezza ma è in realtà raffinatissima, dove malinconia ed irriverenza convivono in armonico equilibrio. I lavori che ha presentato a Málaga si inquadrano perfettamente in questo contesto: sembrano partoriti dallo sguardo di un bambino, ma basta osservarli con maggiore attenzione per capire che rappresentano un universo solo all'apparenza deformato, che ci coinvolge tutti con i suoi demoni e le sue allusioni. Potete seguirlo su Facebook. 

Quali, tra i loro lavori, avete preferito?


domenica 15 aprile 2018

Festival del Cinema di Málaga: Gli eventi da non perdere (secondo me)

Il tappeto rosso steso per le vie del centro incarna l'essenza stessa del Festival di Málaga. La vera star sei tu. Anzi: la città, coinvolta in una festa senza sosta e senza eccessi a cui ti senti costantemente invitato a partecipare. Málaga sboccia, mentre festeggia il cinema in lingua spagnola. Niente climi d'inferno o botellones da Feria. Niente troni giganteschi a ostacolare il via vai quotidiano. Solo la gioia. Il cielo azzurro. La cultura. Tutto quello che potrei desiderare.





I sorrisi dei passanti, un anno in più, danno il benvenuto alla bella stagione. Si è fatta attendere, quest'anno. Eppure eccola qua. Tra le ragazzine appostate acca ventiquattro fuori dall'AC Málaga Palacio e le signore che commentano gli outfit del red carpet. Perchè il vero evento non sono le tavole rotonde, le premiazioni o le proiezioni a pagamento nelle sale prestigiose. Macché. L'anima della kermesse sta, piuttosto, nel palco allestito in Plaza Merced. Nelle foto in bianco e nero che incorniciano calle Larios per la delizia dei turisti inglesi. In quest'amore inenarrabile, profondo ed intensissimo che mi spinge a urlare "ME ENCANTA, ME ENCANTA, ME ENCANTA" mentre passeggio con aria ebete in quello che per me é il posto migliore di tutto il Pianeta. In questo periodo più che mai. 



Anche se alcuni degli eventi clue di questa ventunesima edizione sono ormai belli che andati (due su tutti: il Galà di apertura con la prima performance live del nuovo singolo dei Dorian e la masterclass del super-ospite Guillermo del Toro), il calendario è fitto e ancora tutto da godere. 

Mi sono messa a spulciarlo con l'idea di organizzarmi l'agenda, estrapolandone gli eventi a cui non voglio mancare. Non sono necessariamente i più interessanti o imperdibili in senso generale, ma di sicuro lo sono per me. Ho voluto quindi riportarli in questo post nella speranza che la mia selezione possa tornare utile anche a qualcun altro. In fondo se leggete questo blog è altamente probabile che condividiate i miei gusti. E non sapete quanto vi capisca se siete troppo pigri o impegnati per consultare il programma completo. 


FESTIVAL DEL CINEMA DI MÁLAGA: GLI EVENTI DA NON PERDERE (Secondo me)



- Hacerse Mayor y Otros Problemas - Mercoledì 18 Aprile h.16.45, Cine Albéniz, Sala 2 


Premiere speciale per il Festival con proiezione unica ad un orario infelice, questa commedia di Clara Martínez Lázaro ha una trama che sembra fatta su misura per me. Il film narra la storia di Emma, una donna di 35 anni che scrive racconti per bambini e ha la sensazione che la sua vita sia un completo fallimento. Come molte della mia generazione, si trova infatti in quella fase dell'esistenza in cui sei single e con un lavoro precario mentre la tua migliore amica ti informa di essere rimasta incinta. I know that feeling, girl. 


- El Mundo Es Suyo - Mercoledì 18 Aprile, h. 20.00, Teatro Cervantes (Premiere) ; Giovedì 19 Aprile, h.21.30, Cine Albéniz, sala 1, h.23.45, Sala Albéniz, Sala 2. 


Questo me l'ha consigliato Nancy Aiello di Volevo Aprire un Blog, aggiungendo che devo prepararmi guardando "El Mundo es Nuestro". Ho intenzione di obbedire. Il film, che rientra tra quelli in concorso, fa da seguito a quel lavoro con cui Alberto López e Alfonso Sánchez - meglio noti come El Culebra ed El Cabeza- sono passati dagli sketch di Youtube alle ambizioni da Grande Schermo. La trama, manco a dirlo, è andalusissima: Rafi si presenta a casa dell'amico Fali dopo che la moglie l'ha cacciato di casa. Si è messo in un grosso casino, e Fali vorrebbe aiutarlo a risolverlo, solo che il giorno dopo ci sarà la Prima Comunione del figlio e suo suocero gli ha chiesto di portare il vestito fino al luogo in cui si terrà l'evento. Facile a dirsi... ! Le risate sembrano assicurate. 


- Casi 40 - Venerdì 20 Aprile, h. 20.00, Teatro Cervantes (Premiere); Sabato 21 Aprile, h. 19.00, Cine Albéniz, Sala 3, h. 16.45 Cine Albéniz, Sala 2. 




Sempre per la serie "film da ultra-trentenni", anche questo lungometraggio in concorso mi ispira non poco. Intanto perchè lo dirige David Trueba, il che dovrebbe essere di per sé una garanzia. E poi per la trama, che parla di musica e re-incontri. Un piccolo tour di concerti riunisce, infatti, due vecchi amici: lei, cantante di successo ormai ritiratasi dalle scene; E lui, che sopravvive come commerciante di prodotti cosmetici e aspira a rilanciare la carriera musicale di quella che fu la sua grande cotta adolescenziale. 


- Camarón: Flamenco y Revolución- Venerdì 20 Aprile, h.21.30, Cine Albéniz, Sala 1 



Il lato flamenco del festival del Cinema. Questo nuovo documentario analizza la figura rivoluzionaria e innovatrice di Camarón raccontandone la storia a 25 anni dalla sua morte. Imperdibile per chiunque ami e studi l'arte andalusa per eccellenza. 


... E IN PIÚ: 

Per chi ha la fortuna di poterci andare, segnalo una masterclass gratuita e secondo me interessantissima che avrà luogo Venerdì 20 alle 11 nella sala Rectorado dell'Università di Málaga: Isabel Peña e Rodrigo Soroyen illustreranno infatti l'intero processo creativo che porta alla stesura di una sceneggiatura, dalla prima bozza all'ultima riscrittura in sala montaggio. Se volete assistere non dovete fare altro che inviare una mail a info@festivaldemalaga.com scrivendo come oggetto "Masterclass Rodrigo Sorogoyen + Isabel Peña" ed indicando nel corpo della mail il vostro nome e cognome. 

Siccome non solo di cinema si vive, sappiate inoltre che per tutta la durata del festival (Fino, cioé, a Domenica 22) in Plaza Marina troverete degli stand gastronomici di cucina tipica spagnola e latino-americana. Non solo, ma i seguenti stabilimenti aderiscono all'iniziativa "Ruta de platos de cine" con menú, bevande e piatti speciali in occasione della manifestazione: Soca (calle Carretería, 54) , El Pimpi (Granada, 62), La Sole (Zegrí, 4) , Yubá (San Juan, 11) , Batik (Alcazabilla, 12) , La Fábrica (Trinidad Grund, 29) 


LAST BUT NOT LEAST: 

Io non sono una grande fan di Alejandro Sanz, ma forse potrebbe interessarvi sapere che proprio al festival di Málaga uno dei cantanti più internazionalmente affermati di Spagna presenterà in anteprima assoluta il docu-film sulla sua carriera (Sanz: lo que fui es lo que soy)! La premiere avrà luogo Giovedì 19 alle 22.30 al Teatro Cervantes. Sarà poi ritrasmessa Venerdì 20 alle 19.15 al Cine Albéniz (Sala 2). 





martedì 10 aprile 2018

Quello che non avete visto dell'Inagurazione di IT/ES Interchange


Se siete vagamente social, del doppio vernissage di IT/ES Interchange avrete ormai visto quasi tutto. Il tour in diretta dell'esposizione malagueña. La performance musicale di Angelo Giordano che - con tanto di improvvisazione annessa - ha accompagnato in ritmiche flamenche l'allestimento di Gradisca d'Isonzo. Avrete applaudito a distanza, mi auguro. Proprio come ho fatto io. 






Vernissage di IT/ES Interchange a La Fortezza (Gradisca d'Isonzo, Italia)


Pareti bianche. Pannelli neri. Lo ying e lo yang della creatività internazionale che si fonde nella grafica del manifesto. Quello che sulla porta, mentre la gente piano inizia ad affluire, rende finalmente concreta un'idea. Quindi è vero. "Lo hemos conseguido". Una birretta Victoria presa dal secchio giallo come acceleratore d'euforia. 

Se siete vagamente social, forse sarete stati abbastanza sul pezzo da seguire persino il discorso di presentazione che a La Casa Amarilla mi ha coinvolta nel ruolo semi-inedito di traduttrice istantanea. Io non ho fatto in tempo, ma considerato l'odio nei confronti della mia voce registrata probabilmente é stato meglio cosí.
Vernissage di IT/ES Interchange a La Casa Amarilla (Málaga)

Quello che vi siete persi, in ogni caso, è stato l'odore degli espetos che mi ha avvolta fuori dal merendero Casa José. "Ecco, questo è il profumo di Málaga". Tornare a piedi in centro. Le foto di gruppo. E sentire il cervello che alza bandiera bianca all'ennesimo discorso in una lingua a metà. Vi siete persi i gruppi di Whatsapp. Myriam Cappelletti che mi telefona per dire che dopo tre minuti è già innamorata di Málaga. Localizzare casa mia dalla terrazza dell'AC. Teresa che urla "Ilariaaa" mentre sono in diretta su Facebook. La felicità piccolo/enorme nel sostegno delle amiche. I piani B.

Vi siete persi le conversazioni con Martín De Arriba sui trasporti per il Sud Italia. La mutua ammirazione tra artisti affini tra cui avevi già intravisto un qualche tipo di insondabile connessione. E poi il "look alla Bjork" di Chiara. Il mega-Selfie senza palo. La cena al Kiepfer & Lover. Il mio assillo per gli ultimi dettagli, capire chi ha postato cosa, "oddio ma chi era il community manager di quella pagina lì?", l'ansia da connessione con La Fortezza sull'AVE diretto a Madrid.

Insomma, quasi tutto. O forse quasi
 niente. 

Ma, se è vero che i momenti davvero memorabili sono sempre quelli che poi non condividi, un po' del backstage in formato fotografico ve lo voglio comunque lasciare. 

Grazie a chi c'era e a chi ci sarà.

Presto su questi schermi arriveranno altre informazioni. 









IT/ES Interchange: 



La Casa Amarilla

C/Santos 7, Málaga (Spagna)

5-17 Aprile 2018

>> Espongono: Maddalena Barletta (Bologna), Myriam Cappelletti (Prato), Giuseppe Latella (Gradisca d'Isonzo, GO), Renzo Marzona (Tolmezzo, UD), Luca "Skawalker" Pedrelli (Parma). 

>> Orari: da Lunedì a Venerdì dalle 10.30 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 20.30, Sabato dalle 10.30 alle 14.00 / INGRESSO LIBERO




La Fortezza
Via Ciotti 25, Gradisca d'Isonzo (Gorizia, Italia)
7-30 Aprile 2018
>> Espongono: Martín De Arriba (Algeciras), Pablo Caro Revidiego (Málaga), Paula Gallardo Sánchez (Granada), Virginia Rota (Málaga), David Villalba (Málaga)


>> Orari: da Mercoledì a Venerdì dalle 17,30 alle 19,30, Sabato dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 17,30 alle 19,30, Domenica dalle 10,30 alle 12,30. /Ingresso Libero

sabato 31 marzo 2018

IT/ES Interchange: un progetto artistico 100% Italo-spagnolo

Ricordo perfettamente la prima volta che sono entrata a La Casa Amarilla. Mi aveva attratta l'ambiente accogliente: mattoni, pallet e creatività. A metà tra un negozio e una sala espositiva, lì l'arte mi sembrava finalmente spogliata della sua consueta aura di sacralità. Avevo la sensazione che non ci si rivolgesse tanto ai collezionisti attempati, ma piuttosto alle persone come me: sulla trentina; con pochi soldi in tasca e tanto amore per la bellezza. Una bellezza che, in quel posto, ti dava del tu. 

Mancavano pochi giorni al Natale del 2016. Avevo passato in rassegna ogni singolo oggetto in cerca di un regalo un po' diverso. Serigrafie, stampe, originali su supporti insoliti. Alla fine mi ero decantata per un lavoro di piccole dimensioni sui toni del giallo che ancora oggi fa bella mostra su di una mensola a casa dei miei. Guardarlo, quando ci torno, mi fa stare bene. Proprio come mi fece stare bene, allora, entrare lì. 

Ricordo che David - un ragazzo con gli occhiali, simpatico - iniziò a chiacchierare con me dell'importanza di supportare i talenti locali. Per qualche motivo mi trovai ad accennargli qualcosa a proposito della Galleria d'arte che mio padre gestisce assieme ad altri quattro soci. In fondo avevano molto in comune: la volontà di mantenersi indipendenti, l'entusiasmo nello scoprire autori meritevoli, lo sforzo incessante per organizzare iniziative che coinvolgessero un'intera città. E, soprattutto, la finalità ultima di promuovere gli artisti in cui davvero credono. 

Allora non potevo saperlo, ma fu in quel preciso istante che la vita iniziò a srotolare uno dei suoi imprevedibili copioni a lunga gestazione. Un anno, tre mesi, molte conversazioni e vagonate di e-mail dopo, quell'incontro casuale si è trasformato in IT/ES Interchange: un progetto che oggi sono particolarmente fiera di potervi presentare. 

Si tratta, per farla breve, di uno scambio culturale: cinque artisti italiani esporranno a La Casa Amarilla (Málaga) e 5 artisti spagnoli esporranno a La Fortezza (Gradisca d'Isonzo, Italia). 




Ogni singolo dettaglio dell'evento - dalla selezione degli artisti fino al progetto espositivo, alla scelta del titolo e all'immagine coordinata, è stato curato dalle due associazioni, lavorando gomito a gomito nel corso di svariati mesi.

Ciascuna delle due gallerie ha proposto dieci artisti all'altra, in forma assolutamente anonima. Tra questi, la sala ospitante ha quindi individuato i cinque che, da questo mese d'Aprile, esporranno tra le sue mura. 

In entrambi i casi, il campionario è risultato alla fine piuttosto variegato: a La Casa Amarilla troveranno spazio le astrazioni di Giuseppe Latella, l'esperienza calcografica di Renzo Marzona, le suggestioni giocose di Myriam Cappelletti, la "passeggiata visiva attraverso il tempo" proposta da Maddalena Barletta tra stampe fotografiche, manoscritti e sovrapposizioni e, infine, il mondo di Luca "Skawalker" Pedrelli, perennemente in bilico tra fumetto e street art. 



A La Fortezza si potranno ammirare invece le ricerche fotografiche personalissime di Virginia Rota e David Villalba, le incisioni solo apparentemente Naif di Paula Gallardo Sánchez e i cromatismi accesi di Martín De Arriba, senza tralasciare la minuzia grafica di Pablo Caro Revidiego.



Tutte le opere sono state realizzate su carta in formato A3, con l’intento di fornire alla mostra un preciso filo conduttore anche a livello allestitivo.


Come collaboratrice dell'iniziativa, da questo blog cercherò d'ora in poi di fornirvi dettagli periodici sull'evento e sugli artisti che ne fanno parte. Di seguito trovate invece tutte le informazioni pratiche se mai voleste visitare (ed io vi invito a farlo!) la collettiva di persona. 

Naturalmente, se siete a Málaga, vi aspetto il 5 per il Vernissage!

IT/ES INTERCHANGE 

La Casa Amarilla
C/Santos 7, Málaga (Spagna)
5-16 Aprile 2018
Vernissage: 5 Aprile h.20.30
>> Espongono: Maddalena Barletta (Bologna), Myriam Cappelletti (Prato), Giuseppe Latella (Gradisca d'Isonzo, GO), Renzo Marzona (Tolmezzo, UD), Luca "Skawalker" Pedrelli (Parma). 

>> Orari: da Lunedì a Venerdì dalle 10.30 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 20.30, Sabato dalle 10.30 alle 14.00 / INGRESSO LIBERO


La Fortezza
Via Ciotti 25, Gradisca d'Isonzo (Gorizia, Italia)
7-30 Aprile 2018
Vernissage: 7 Aprile h.18.30 - con intervento musicale a cura di Angelo Giordano

>> Espongono: Martín De Arriba (Algeciras), Pablo Caro Revidiego (Málaga), Paula Gallardo Sánchez (Granada), Virginia Rota (Málaga), David Villalba (Málaga)

>> Orari: da Mercoledì a Venerdì dalle 17,30 alle 19,30, Sabato dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 17,30 alle 19,30, Domenica dalle 10,30 alle 12,30. /Ingresso Libero







venerdì 30 marzo 2018

Tu chiamala, se vuoi, vocazione.

"Scusate, ragazze, sapete dirmi se il Paseo Marítimo Antonio Banderas è vicino?"

"Il Paseo...è tipo alla fine del muelle, no?"
"Sì, mi pare, non.."

Entro a gamba tesa nella conversazione, preda di un impulso superiore alle mie forze. 
Immagini di tramonti e capelli spettinati. E lune obese. E gelati. E case in costruzione. Richiamo salmastro della parola "casa". 


"No, guarda è dalle parti di Huelin, la zona Ovest della città."
Le ragazzine al mio fianco sbottano in un "ahhh, è vero". Io alzo gli occhi al cielo. Meno male che, dall'accento, quelle autoctone dovrebbero essere loro. Ay, Dios.
"Non proprio vicinissimo ma puoi arrivarci a piedi in mezz'ora, in auto saranno 15 minuti". 
"Grazie mille! Quindi forse ce la facciamo a fare delle riprese, no?"

La giornalista riccia, ormai, non parla più con me. Si è rivolta a guardare il cameraman, intento a riporre l'attrezzatura tra alzate di spalle e dialoghi veloci che non riesco a percepire. 

Qualcun altro, alle sue spalle, sta filmando per la settima volta l'introduzione di una perfezionista mora. Un telefono squilla. "Siamo davanti al Teatro Cervantes" - ormai la so a memoria - "Per la prima mondiale di Genius: Picasso, l'acclamata serie di Ron Howard..."

Potrei pure andarmene, in effetti. Ho visto Antonio Banderas, ancora inguardabilmente calvo per quelle che presumo esigenze di copione. Gli ero talmente vicina da sentire quello che diceva fuori dal microfono. Attorno pochissima gente, a parte i vip e gli addetti ai lavori. D'altra parte si erano guardati bene dal renderla pubblica, l'ora dell'evento. In pochi, oltre a me, sono stati abbastanza abili nell'arte dello stalking dal reperirla in una comunicazione interna sul sito del Comune. 



Giusto giusto le ragazzine sperdute. Qualche passante che non capisce bene che succede. "Is this a Premiere?" E una signora malagueña che urla a squarciagola "qué bien hablas, hijo, qué bien hablas!" 

Potrei andarmene, davvero. Dovrei. La brezza che inizia a spirare è ancora troppo fresca per i miei vestiti. Eppure c'è una forza invisibile che mi inchioda all'asfalto e mi fa brillare gli occhi nel sospiro della vita che vorrei.

Perchè io, al photocall, guardavo dall'altra parte. Chissenefrega dei vip, al diavolo l'abito lungo della protagonista, o quella giacca improponibile a foglio di giornale. A me interessavano i flash dei reporter. I "guarda di qua". I click di quando cambi obiettivo. Io ero affascinata dai pass attaccati alle camice. Dai registratori tra le mani. Da quel correre veloci a bordo del furgoncino - e dritti in redazione, presto, ché c'è un pezzo da far uscire entro domani. 



Málaga, per un giorno, é stata al centro degli sguardi di tutto il mondo. C'era glamour. Feste in hotel lussuosi. C'erano lingue diverse per lo stesso contenuto nei tweet. Ed é stato in mezzo a quel vortice che, una volta in più, mi sono ricordata di una vecchia passione.

Dicono che quello del giornalista sia uno dei cinque lavori più stressanti al mondo. Eppure, Dio, cosa darei per poterlo esercitare! Dico sul serio. Dico pagata. Dico per viverci.
Intendiamoci: mi piace gestire account social, ma poche cose mi fanno stare bene come l'adrenalina di dare una notizia prima degli altri. Lo scrupolo di verificare le fonti. La tecnica di eliminare il superfluo per far stare un pezzo nel giusto numero di battute. 

Ero seria, l'altro giorno, quando nel fuori onda di una trasmissione radiofonica dicevo che adoro le interviste. Perchè sono curiosa per natura. Perchè ti permettono di scoprire di più su altre persone ed altri mondi, magari lontani anni luce da te.

Entrare nelle redazioni di Málaga col curriculum in mano, sulla scia di quelle sensazioni, mi é sembrata come sempre una perdita di tempo. Ma respiravo nel va e vieni degli ascensori, nei computer accesi, nell'informalità cameratistica dei tizi con gli occhiali, l'odore di un mondo a cui sento di appartenere. É stato - non lo so - come tornare a casa. 

Allora è questa la vocazione? Non ne ho idea. E poi, che sostantivo estremo "vocazione"! Però Martedì sera sono stata ospite di Radio Stonata per commentare gli outfit dei videoclip dell'Eurofestival (Jo Squillo era impegnata). Mi sono presentata dicendo "sono giornalista" ed immediatamente mi sono sentita più sicura di me. Come se, nonostante tutti gli anni di esperienza, dire "faccio la social media manager" mi facesse ancora sentire un'imbrogliona.  Lo "faccio", appunto. Non lo "sono". Ho avvertito un leggerissimo, stupidissimo brivido: come se, finalmente, mi fossi ritrovata. 


A proposito: se volete farvi quattro risate, potete ascoltare il podcast qui.